Portland soffre, ma conquista la postseason

La nonna di Jusuf Nurkic muore in Bosnia a poche ore dal play-inn, a causa del Covid-19. Il nipote la onora con 21 rimbalzi, 22 punti e 6 assist. Per quanto riguarda questa prima volta dello spareggio per la postseason (Adam Silver ha detto oggi che probabilmente non sarà l’ultima), la storia di copertina è indubbiamente quella riguardante il centro dei Blazers.
Ma Memphis ha tenuto duro fino alla fine, rifiutandosi di soccombere anche dopo la tripla di Melo ad una manciata di secondi dal termine, la pietra tombale.
Ja Morant ne mette 35 con 8 assist (e 3 triple), guidando i suoi da leader conclamato, chiudendo con un career high che toglie ogni dubbio (se ancora qualcuno ne avesse) su chi sia il rookie dalle prospettive più brillanti, nell’ultima classe di esordienti. Ma non bastano, così come risultano insufficienti i 22 con 17 rimbalzi di Valanciunas, ed un cast di supporto in cui brilla un Brandon Clarke da 20 punti partendo dalla panchina, oltre ad un Kyle Anderson preziosissimo (seppur alla sua velocità da moviola).
Nei due quarti centrali Portland concede la bellezza di 75 punti ai Grizzlies, evidenziando una fase difensiva che imbarca decisamente acqua, in particolare quando Stotts schiera i due lunghi insieme, con un Whiteside a tratti scandaloso.
Eppure quando hai Damian Lillard è difficile perdere, soprattutto se in quello stato di grazia che abbiamo visto nelle ultime tre gare (51 punti di media nelle ultime uscite dei Blazers, prima del play-inn).
Nonostante un 5 su 14 da tre punti, Dame Dolla chiude comunque con 31, e rappresenta il faro che indica la direzione ai suoi, soprattutto nelle ultime battute del quarto periodo.
Nurkic, come già introdotto, funziona da costante, laddove anche Anthony non appare al massimo della sua ispirazione potenziale. Poi, ci pensa CJ McCollum, che palesemente lontano dal 100% della forma mette a referto 8 punti consecutivi, chiudendo di fatto i giochi e facendo registrare 29 punti totali.
Ancora una volta Portland dimostra soluzioni offensive infinite, con quella batteria di tiratori in grado di inserirsi sempre e comunque in partita, creando parziali e limitando le imbarcate causate dalle suddette falle difensive.
Quando il tempo si esaurisce e con la gara in bilico, è difficile che la scelta opzionata da Lillard non sia quella migliore (vedi l’assist per il canestro di Melo che chiude la sfida), e magicamente anche un Gary Trent Jr piuttosto in ombra mette a segno la palla che scotta.
Adesso sotto con i Lakers, con qualche chance di puntare all’upset, anche perché i gialloviola hanno sempre sofferto gli scontri con Portland nelle ultime stagioni.

Dispiace per Memphis, “gruppo da lottery” secondo le previsioni di inizio stagione, che non solo ha pescato un rookie destinato ad entrare nel firmamento dei giocatori più entusiasmanti della lega, ma ha dato vita ad una squadra divertente, concreta e soprattutto futuribile. Importante non disperdere l’asse portante del roster, facendo tesoro dell’esperienza acquisita e magari aggiungendo qualche elemento di esperienza.
Avranno tempo per pensarci, lasciando la Orlando’s Bubble nelle prossime ore, in attesa di riprendere chissà quando e chissà come.

Per noi, invece, è tempo finalmente di playoff. Ne parleremo domattina con una panoramica delle serie al primo turno, qui su Nba Revival Zone!