Fuori dalla bolla

Con i playoffs che proseguono a ritmi serratissimi (grazie a Dio), prendiamoci del tempo per guardare alle escluse dalla postseason, prima di entrare nelle fasi calde del primo turno. Quella che segue non può essere un’analisi approfondita di tutte quelle squadre ammesse nella Orlando’s Bubble per la ricorsa al play-inn, ma un tentativo di capirne i margini di miglioramento anche in base a ciò che hanno fatto vedere (e magari pure in relazione alla Lottery).

Washington Wizards

Si presentavano ad Orlando con zero possibilità sostanziali di agganciarsi al treno playoff. Oltretutto con Bradley Beal fuori (e l’ipotesi di un presumibile clamoroso rientro di Wall naufragata immediatamente, come giusto che fosse), l’unico lieve motivo di interesse era rappresentato dal nipponico Hachimura, e niente più. Una comparsata inutile priva di ogni spunto, e farcita da sonore sconfitte consecutive se si eccettua l’ultimissima sfida: una improbabile vittoria per 96 a 90 contro una squadra B dei Celtics, a risparmio energetico attivato. La Lottery li ha premiati con la nona scelta assoluta, che se utilizzata bene potrebbe essere comunque una risorsa. Da capire se Beal (unica vera pedina di scambio potenziale, per una resa appetibile) verrà messo sul mercato, o sarà sacrificato ancora in un gruppo dal limitato futuro, sperando in un miracolo, magari avvallato dal rientro di un redivivo Wall.

San Antonio Spurs

Per la prima volta da tempi immemori fuori dalla parte di stagione che conta, per San Antonio è giunto il tempo della definitiva tabula rasa. Si tratta di un parere personale, ma l’idea di liberarsi di Derozan ed Aldridge (quest’ultimo, mi domando che mercato abbia…), trattenere il positivo giovane a disposizione, ed avviare un lungo cammino di ricostruzione appare più che necessaria.
Nella bolla gli Spurs hanno lanciato a “briglia sciolta” anche i giocatori più acerbi, con l’obiettivo di capire chi sarebbe potuto essere utile alla causa a partire dalla prossima stagione, e chi no. Il risultato è stato più che positivo, sia a livello di gioco che per la rincorsa all’ottavo seed. Tanto che i ragazzi di Popovich sono andati vicinissimo ad un play-inn che sarebbe stato quasi impossibile, considerando che per discrepanze di calendario si trovavano addosso l’handicap di una partita stagionale in meno rispetto alle avversarie.
Con l’undicesima scelta conquistata in Lottery, la suggestione è quella di riuscire a pescare un nuovo Kawhi Leonard, anche se i talenti a disposizione non appaiono tanto vasti per poter ritrovare un salvatore della patria fuori dalle prime 5/6 pick.
Visto che siamo a spararle grosse, personalmente ritengo che la ricostruzione degli Spurs non possa non passare da una rivoluzione sistemica, per la quale giunge il momento di dire addio alla guida di Popovich in panchina. Sarà doloroso, ma probabilmente lo starà meditando anche lui, magari restando in franchigia con ruoli dirigenziali e lanciando definitivamente una new era con il suo ritiro. Vediamo se succederà.

New Orleans Pelicans

Cerchiamo di essere onesti, la stagione della “squadra più futuribile della lega” è stata un roboante fallimento. E non solo per il mancato accesso ai playoff, ma proprio per la qualità di gioco proposta, a tratti imbarazzante e soprattutto nettamente divisa in “i Pelicans senza Zion” ed “i Pelicans con Zion”.
Ed è proprio la prima scelta assoluta dell’ultimo Draft l’uomo più al centro di discussioni, inevitabili se si considera l’hype eccessivo con cui è entrato nella lega, da assoluto dominatore futuro presunto. Le difficoltà fisiche (dovute sia dalla conformità del giocatore, che dal pessimo staff medico di New Orleans), hanno reso il suo primo anno un autentico calvario, determinato da noiose discussioni sulla gestione del minutaggio, una volta rientrato dall’infortunio patito in preseason.
Intanto la dirigenza ha già fatto fuori Alvin Gentry, indubbiamente inadatto a gestire la situazione non ottenendo l’amalgama necessaria tra vecchi e nuovi volti, con l’ingresso del tanto lodato ex “young core” dei Lakers in seguito allo scambio per Anthony Davis. Tralasciando il cospicuo numero di scelte future ottenute, la stagione di Lonzo Ball è riuscita ad andare malamente in regressione con la ripresa, così come quella di Brandon Ingram (lasciamo perdere Josh Hart che resta una semplice pedina nella scacchiera, seppur utile a tratti),
L’uomo ingiustamente definito come “il prossimo KD” sarà pure free agent, ma difficilmente lascerà il gruppo.
Più probabile la trade di Jrue Holiday, che evidentemente in questo sistema-non-sistema non si è dimostrato in grado di performare secondo le attese, né di guidarlo a livello di leadership. Ed a proposito di quest’ultima, non dovrebbe esser difficile veder partire anche JJ Reddick, perché lo scozzare le carte appare necessario considerando il volume di talento grezzo a roster, decisamente da riordinare in seguito all’arrivo del nuovo Head Coach.
In Lottery han vinto la tredicesima scelta, che tutto sommato può essere ben utilizzata per prendere un buon prospetto da second unit, considerando che il quintetto c’è già, deve solo crescere. E che se Holiday dovesse esser scambiato, sicuramente la contropartita non sarebbe da quattro soldi.
Al solito, si tratta sempre di una questione di prospettive (e quindi di aspettative), ma in chiave futura mi è apparso più positivo l’esordio di Jaxson Hayes che quello di Williamson, con il centro dotato di capacità fisiche importanti ed ampissimi margini di crescita.

Phoenix Suns

Indubbiamente la squadra più impressionante – in bolla – all’intero del lotto di escluse. Forte di un roster interessante, che ad Orlando non ha potuto disporre di due giocatori importanti come Kelly Oubre Jr. e Aron Baynes. E nonostante questo i Suns hanno inanellato un filotto di otto vittorie consecutive, restando fuori dal play-in per un niente, grazie alle incredibili prestazioni di un Devin Booker consacratosi come uno dei migliori attaccanti della lega (ma lo sapevamo già).
La decima scelta proveniente dalla Lottery sarà utilissima per rinforzare un gruppo che – nomi alla mano – deve semplicemente proseguire il lavoro senza perdere nessuna delle pedine chiave, con un Ricky Rubio finalmente valorizzato a dovere e forte della crescita di Cameron Payne e Mikal Bridges soprattutto ad Orlando.
C’è già una star (Booker), un lungo di peso capace di portar numeri importanti a sostegno (Ayton), un costruttore di gioco geniale (Rubio), ottime pedine di contorno come Saric ed i sopracitati, l’imprevedibilità di Oubre Jr.
Insomma, pescando bene e continuando nello sviluppo, l’ottavo posto ad ovest per l’anno prossimo appare ampiamente alla loro portata. Bene così.

Sacramento Kings

Altro disastro conclamato, che non poteva rivelarsi diversamente considerando che “il manico” a gestione del gruppo era il disastroso Luke Walton. All’orizzonte si prevede una discreta rivoluzione, già avviata a livello dirigenziale, che porterà via qualche nome discreto per chissà quale pedina in cambio.
I Kings dovranno esser bravi a capitalizzare con oculatezza dalle uscite, scegliendo bene su chi scommettere.
Tra questi, sicuramente lo sfortunatissimo Marvin Bagley, talento di cristallo che in due stagione nella lega ancora non siam riusciti a decifrare. In Lottery han vinto la dodicesima scelta: un pò poco per sperare di portare a casa un talento rivoluzionario, ma le pick possono essere anche utilizzate per farcire una trade.
Se guardiamo al talento a disposizione, con un cambio in panchina e conseguente rivoluzione tattica, i Kings sarebbero squadra capace di trasformarsi da cenerentola ad insidiosa. Difficile far previsioni, anche se per rivoluzionarsi tanto rispetto alla pessima qualità mostrata in questa stagione, dovrebbero davvero azzeccare tutte le scelte potenziali. Qualcuna necessariamente coraggiosa.

Memphis Grizzlies

Degli esclusi all’ultimo tuffo – sconfitti nello spareggio contro i Blazers – abbiamo già ampiamente parlato in questa pagina. Il futuro si chiama decisamente Ja Morant, ma non solo, a tutela del fatto che l’operazione di ricostruzione avviata qualche anno fa è ben proseguita, anche grazie ad ottime scelte al Draft.
Nella Lottery avrebbero avuto la quattordicesima scelta, finita però ai Celtics per questioni pregresse, e quindi inutilizzabile.
Il futuro dei ragazzi di coach Jenkins passa dai miglioramenti dei giovani, e dall’impatto di Morant con il fantomatico rookie wall, che potrebbe superare senza neanche accorgersene per come si è mostrato in campo ad Orlando.
Dipenderà dall’amalgama del gruppo, la chance di raggiungere i playoff venturi o meno, considerando quello che ripetiamo sempre, e cioè che ad ovest il talento è tanto e non è facile stare tra le prime otto.

Se vi siete persi i risultati della Draft Lottery, trovate tutte le scelte previste qui.
La prima assoluta ha premiato i Minnesota Timberwolves, che possono sognare un innesto importante da inserire tra Towns e Russell, mentre ai Warriors è toccata la pick numero 2. Assolutamente non male, sia in chiave scelte che in chiave trade, vediamo quale opzioneranno.
Per Charlotte la terza chiamata, Chicago alla quarta con Cleveland, Atlanta e Detroit a seguire. Ancora sfortunati i New York Knicks che devono accontentarsi dell’ottava. Appena una scelta prima dei derelitti Wizards analizzati ad inizio articolo.