La notte del clamore

Come abitudine, ogni notte scende in campo la lega più bella e intrigante del mondo, e anche questa volta non sono mancate sorprese e colpi di scena. Andiamo a vederli

Si parte con il match tra gli Orlando Magic(dei quali è stato già parlato su youtube qualche giorno fa) e i Cleveland Cavaliers, due squadre spesso sottovalutate ma che fanno vedere cose molto interessanti. L’equilibrio regna sovrano per circa 30 minuti, dopodichè a dare la spallata al match ci pensano le triple del rookie Cole Anthony e del veterano e star della squadra Nikola Vucevic, autore di 23 punti con il 56,2% dal campo. Molto bene anche Gordon, che va in doppia doppia con 24 punti e 11 rimbalzi. Decisivo, infine, l’apporto dalla panca, in modo particolare quello di Terence Ross(15 per lui) e di Birch(12 sia nella voce punti che in quella rimbalzi). Per i Cavs da segnalare la solita prestazione di Sexton con 24 punti e i 18/7/7 di Osman dalla panchina

In contemporanea scendono in campo i 76ers, che al Wells Fargo Center battono gli Charlotte Hornets di Borrego. La sfida resta incerta fino alla metà del secondo periodo, perchè da questo momento la squadra di Doc Rivers allunga in maniera decisiva e riuscirà a mantenere il vantaggio fino al termine della partita. Modificato il ruolo di Simmons, il quale adesso non è più solo un realizzatore ma un regista, e data carta bianca ad Embiid, la squadra della città dell’amore fraterno è quella con il miglior record fino ad ora(6 win e 1 sconfitta). Per gli Hornets, non bastano i 18 di Hayward e i 15 di Graham

Poco dopo, scendono in campo gli Hawks privi di Gallinari e Rondo, che cadono in casa contro i Knicks dopo esser stati in vantaggio di 12 punti a 18 minuti dalla fine. Da quel momento, è un monologo della squadra della grande mela, che vincono soprattutto grazie alla prestazione da 28 punti, 17 rimbalzi e 9 assist di Randle. Dall’altra parte, non bastano i 31 punti e 14 assist del solito Trae Young, coadiuvato da Hunter con 23, Collins con 18 e Capela con 12 punti e 12 rimbalzi

A Miami invece si assiste ad una partita senza storia, con gli Heat che vincono di 28 contro i malcapitati Thunder. Oklahoma prova a rientrare ad inizio secondo tempo, ma un parziale di 15-0 della squadra di Spoelstra li mette definitivamente KO. Un Adebayo in gran spolvero ne mette a segno 20, Olynyk 19 e Jimmy Butler 18. Dall’altra parte, da segnalare solo i 18 punti di Gilgeous-Alexander

In uno dei match più belli della serata, va in scena il remake delle semifinali di Conference dello scorso anno, con i Toronto Raptors che ospitano i Celtics di Stevens, reduci dalla gara di poco più di 24 ore prima contro i Pistons. La partenza non è delle migliori per i biancoverdi, perchè Fred VanVleet prova a calare la mannaia, ma ai colpi della guardia dei Raptors risponde, da campione qual è, Jayson Tatum, il quale inizia a segnare dai 7,25 metri con una continuità paurosa e chiude la serata forte di 40 punti all’attivo, che permettono alla propria squadra di vincere la seconda gara in due giorni. Molto bene Pritchard dalla panchina con 23 punti, mentre per i canadesi non brilla Lowry(18 punti) e Siakam non è decisivo come dovrebbe(22 per lui)

Al Toyota Center di Houston scendono in campo i padroni di casa guidati dal barba e i Dallas Mavericks del rientrato Doncic. E proprio lo sloveno mette a segno una tripla doppia, frutto di 33 punti, 16 rimbalzi e 11 assist. Dall’altra parte, nonostante il tentativo di accorciare lo svantaggio intorno alla metà del terzo periodo da parte di James Harden(21 punti e 10 assist), gli Houston Rockets collezionano la terza sconfitta su 5 partite disputate

Va invece in scena il Giannis Antetokounmpo show. Il greco infatti abbatte tutta la sua potenza sui malcapitati Detroit Pistons, che accorciano solo nel quarto periodo, a risultato ampiamente compromesso. A fine serata, saranno 43 per il lungo ellenico. A nulla servono i 24 punti di Grant e ulteriori 24 dalla panchina di D-Rose. Per i Pistons partenza da dimenticare, in quanto sono arrivate 6 sconfitte in 7 partite disputate

Ma la partita più avvincente è senza dubbio quella tra i New Orleans Pelicans di Zion e Ingram e gli Indiana Pacers del duo Oladipo Sabonis. I pellicani, dopo più di 35 minuti di equilibrio, sono sopra di 10 a 3 minuti dalla fine, e addirittura sopra di 6 lunghezze quando mancano soli 20 secondi al termine. Finita?? Assolutamente NO. Infatti i Pacers si riportano a -3 con la tripla di Oladipo, il quale porta pressione insieme a McDermott sulla rimessa conseguente al canestro subito. Pressione che risulta decisiva, infatti JJ Reddick va in difficoltà e appoggia il pallone a Lonzo Ball, il quale completa la frittata e si fa scippare il pallone dalla guardia nigeriana. Palla che poi finisce a Brogdon, che spara dall’arco e trova il fondo della retina, 106 pari e overtime in arrivo. Nel tempo supplementare, un’altra tripla di Oladipo mette definitivamente KO i Pelicans

E chiudiamo la nottata con il successo dei GSW di Curry sui malcapitati Kings. Wardell, dopo averne messi 62 contro i Trail Blazers, stabilendo il suo massimo in carriera, ne insacca altri 30, e aiutato da Wiseman, Oubre jr, Wiggins, Paschall e dall’orso ballerino Green, sconfigge senza troppi problemi i biancoviola. La banda Kerr sembrerebbe aver trovato finalmente la quadra e aver aggiustato il gioco per far rendere al meglio Curry pure senza l’altro Splash Brother Klay Thompson