La notte delle stelle

Spettacolo, puro spettacolo. La nottata NBA, come sempre, si dimostra concitatissima, e ci regala partite scoppiettanti con career high eguagliati e canestri al limite dell’impossibile realizzati. Ma andiamo con ordine

Si parte ad est, con gli Indiana Pacers che ospitano James Harden e compagni. La gara rimane appesa ad un filo per la maggior parte del tempo, ma alla fine prevalgono i gialloblu, guidati da Brogdon(35 punti per lui) e il solito leader Domantas Sabonis(22 punti e 12 rimbalzi). Per i texani ci prova solo Wall con 28 punti, mentre il Barba incappa in una serata storta, per lui solo 15 punti conditi da 12 assist. Dalla panca poi bene anche Gordon, ma non basta, vincono i Pacers che si portano 6-2 di record

Continuano a volare sulle ali dell’entusiasmo gli Orlando Magic, che con i punti di Vucevic, Gordon e Bacon, ai quali si aggiunge l’apporto di Terrence Ross dalla panchina, battono i Cleveland Cavaliers e si portano nelle zone alte della Eastern Conference. Nota negativa della serata è la lesione al legamento crociato di Fultz, il quale in fase di penetrazione ricade male sul ginocchio destro e vede concludersi anzitempo la sua stagione

La squadra fino ad ora maggiormente positiva(ma non al Covid) sono i Philadelphia 76ers, che detengono attualmente il miglior record della lega(7-1). Dal suo arrivo, Doc Rivers ha apportato un paio di modifiche che stanno risultando decisive, come per esempio la definitiva promozione a playmaker di Ben Simmons ma con compiti da smistatore più che da point guard. Inoltre, la trade che ha portato Seth Curry nella città dell’amore sembrerebbe essere stata una mossa vincente, così come la firma in free agency di Danny Green.

Nella nottata, la squadra del coach ex Clippers e Celtics ha battutto per 141-136 dei coriacei Washington Wizards, trascinati da Bradley Beal, che mette a referto 60 punti(suo massimo in carriera). Ciò nonostante, sono i biancoblu a spuntarla, grazie soprattutto ai 6 giocatori mandati in doppia cifra, tra cui Embiid(38) e Seth Curry(28). Benissimo anche Simmons, Harris, Green e Milton

Passiamo poi ad Atlanta dove gli Charlotte Hornets si impongono con il punteggio di 102-94. Vittoria dovuta soprattutto alla prestazione fenomenale di Gordon Hayward, che fa registrare il suo massimo di punti in carriera(44). Gran parte del merito(o del non merito) è anche di Trae Young, assente ingiustificato di un match nel quale mette a segno la miseria di 7 punti. Brutta battuta d’arresto per gli Hawks, che però ancora non sono a pieno regime viste le assenza di Gallinari e Rondo, alle quali si aggiunge la non perfetta forma fisica di Bogdanovic. Comunque la base è ottima e la post season sembra essere alla portata

A Miami invece va in scena il remake della finale della Eastern Conference 2020 tra i Miami Heat e i Boston Celtics. La partita gode di una perenne parità, con Goran Dragic che realizza la tripla del 105 pari al secondo tentativo quando mancano 6 secondi alla fine. E allora sull’ultimo possesso Marcus Smart vuole penetrare contro lo sloveno, tira da sotto ma sbaglia. Il rimbalzo viene però catturato dal rookie Payton Pritchard che insacca a 0,2 secondi dal termine il canestro della vittoria. Sul tabellino spiccano i 27 di Tatum, la doppia doppia in punti e rimbalzi per Brown(21&12), i 26 di Butler e la doppia doppia di Adebayo da 15 punti e 10 assist

A New York invece dei Knicks partiti molto bene battono gli Utah Jazz del duo Mitchell/Gobert. Il solita Randle realizza 30 punti, con 16 rimbalzi e 7 assist da contorno ad una prestazione super. Tanto merito è anche dell’apporto dalla panchina di Austin Rivers(23 punti) e di Payton(22 per lui). Dall’altra parte, bene Mitchell con 18, Clarkson con 19 e Gobert con 14 punti e 12 rimbalzi

I Milwaukee Bucks battono tra le mura amiche dei disastrosi Pistons, che cedono di schianto nonostante i 31 punti e 10 rimbalzi di Grant. Dall’altra parte, minimo sindacale di Giannis e Middleton, che ne mettono 48 in 2, mentre dalla panchina spicca Bobby Portis, che realizza 16 punti e 10 assist. Partenza non ottimale della squadra di Mike Budenholzer, che però con queste 3 vittorie di fila aggiusta un pelino il record, che ora recita 5 successi e 3 stop

E ora si va ad ovest con 4 match molto belli da vedere

Se c’è una squadra incomprensibile quanto potenzialmente fortissima, questi sono i New Orleans Pelicans. Dopo anni nel limbo NBA, sembra essere giunta la stagione che possa riportare i pellicani ai playoff, ma la discontinuità della squadra non è un segnale incoraggiante. La sconfitta contro i Thunder, dopo essere stati sotto per gran parte del match, è il chiaro segnale che manchi la lucidità e l’esperienza per ambire a traguardi importanti. Come già detto, il talento è da vendere, visti i 29 punti di Zion e i 24 con 11 rimbalzi di Brandon Ingram. Da sottolineare anche la tripla doppia di Steven Adams, che fa registrare 11 nella voce rimbalzi e 10 in punti e assist. OKC invece viene trascinata dai 21 di Gilgeous-Alexander e i 20 di Bazley

Molto, molto bene anche i Suns di Chris Paul, che battono i Toronto Raptors grazie ai 7 giocatori portati in doppia cifra, tra cui Booker con 24 e Crowder con 21. Bene anche Ayton, che ne segna 11 conditi da 16 rimbalzi. Dall’altra parte, continua la crisi nera dei campioni del 2019, capaci di totalizzare una sola vittoria in 7 partite. Siakam ne mette 32, Lowry 24 e Anunoby 20, ma sono veramente poca roba in confronto alle altre franchigie

I Clippers del rientrante Paul George espugnano la baia, con una prestazione da 21 punti ciascuno dei 2 violini allenati da Lue. Dall’altra parte la sconfitta si deve per la gran parte ai soli 13 punti di Curry, che dopo averne segnati 92 in 2 gare si da una brusca frenata contro la difesa di Pat Beverly

A Sacramento scendono in campo, per ultimi, i Kings e i Bulls, nel match tra due delle squadre di bassa fascia che hanno fatto meglio in questo avvio. Alla fine la spuntano i biancoviola grazie ai 24 di Holmes, i 21 con 12 assist di Bagley e i 20 di Barnes. Dall’altra parte non bastano i 36 punti di Coby White e i 32 del solito LaVine