Sapore di Playoff

Sono le 6 del mattino quando sto scrivendo e si sono da pochissimo concluse partite molto interessanti di basket americano. Tanti temi da affrontare e spunti da cui trarre considerazioni, ma andiamo con ordine

A scendere in campo per primi sono i Brooklyn Nets dei nuovi Big 3, che ospitano i campioni della Eastern conference, i Miami Heat. La squadra di Nash mantiene sempre a dovuta distanza gli avversari, ma un parziale di 13-0 ad inizio quarto periodo in favore del team della Florida porta la partita in parità e prosegue la lotta punto a punto, quando Kyrie Irving, in ombra fino a quel momento, decide di salire in cattedra e condurre i neroargento alla vittoria, segnando 18 dei suoi 28 punti nel solo quarto periodo. Durant ne mette 31(settima partita casalinga consecutiva dove infila 30 o più punti), ma la vera sorpresa è Harris, il quale segna 7 canestri su 12 tentativi da 3 punti. Non benissimo Harden, seppur si concentri molto di più al gioco di squadra che alla realizzazione individuale. Dall’altra parte il trascinatore indiscusso è stato Bam Adebayo, il quale ha chiuso la serata con 41 punti e il 70% dal campo

Perdono nuovamente i Pistons, sempre più ultimi ad est, contro chi questa conference la comanda, ossia i 76ers. La squadra di Doc Rivers viene trascinata da un Embiid ormai formato MVP(33 punti e 14 rimbalzi con il 50% sia dal campo che da 3 e un ottimo 70% ai liberi), ma coadiuvato anche da buoni comprimari come Simmons e Tobias Harris. Dall’altra parte si fanno sentire le assenze di Griffin, Hayes e Rose

I Minnesota Timberwolves ottengono finalmente la tanto agognata vittoria, e nonostante le assenze di Russell e Towns battono tra le mura amiche i New Orleans Pelicans di Zion e Ingram. Partita che vive di un forte equilibrio nel primo tempo, prima che Minnesota si stacchi definitivamente senza essere mai più raggiunta. Nessuno infila la prestazione della vita, ma un complesso di squadra che porta 6 giocatori in doppia cifra fa sicuramente la differenza. Continua a non esserci pace invece per i Pelicans, giovani talenti dal potenziale inespresso che dovrebbero sbocciare. Almeno dovrebbero…….

Continua la marcia inarrestabile di Utah, che ottiene l’ottava vittoria consecutiva ai danni dei Golden State Warriors, mai stati in partita. Il match viene indirizzato subito dal parziale di 17-0 in favore dei mormoni che apre la partita, e da lì non c’è più storia. 6 giocatori in doppia cifra tra cui Mitchell che ne mette 23. Dall’altra parte non basta il solito Steph, anch’egli autore di 23 punti ma che si consola superando Reggie Miller nella classifica all time di tiri da 3 punti realizzati

A Chicago, in quello che è un match ricco di tradizione e nostalgia, i Lakers passeggiano toccando anche picchi di +30. Alla fine il punteggio recita 101-90, con AD che segna ben 37 punti e il Re che replica con 17+11. Dall’altra parte doppia doppia per LaVine e doppia cifra per Markkanen, Coby White e Williams


Nel derby texano, gli Houston Rockes si impongono autorevolmente a Dallas, che paga soprattutto l’assenza di Porzingis. Alla fine è 133-108 con i dominatori che rispondono al nome di Cousins(28+17) e Gordon(33 punti). Lato Mavs poca roba oltre i 25 punti di Doncic, conditi da 5 assist e 8 rimbalzi

Chiudiamo con quella che è stata la partita più bella, avvincente ed equilibrata dell’intera nottata. A Phoenix va in scena il back to back di 2 giorni fa, quando i Nuggets si imposero dopo un overtime. Questa volta sono i Suns a partire forte e condurre la partita fin dall’inizio, ma ogni quarto si chiude con uno scarto minimo e le due franchigie restano attaccate. Si arriva all’ultimo periodo sul +4 Phoenix Suns, privi tra l’altro di Booker. All’ultimo possesso è +3 per i padroni di casa, ma una tripla di Jamal Murray sulla sirena ripropone l’overtime per la seconda gara consecutiva. Da ora in poi, Denver segnerà solo su tiro libero ad eccezione di un gioco da 3 punti concretizzato da Jokic, mentre i Suns faticano a trovare il fondo della retina. A differenza di ciò che è accaduto qualche minuto prima, questa volta la tripla che allunga ulteriormente la partita la segna Jae Crowder a 0.7 secondi dal termine. Dunque secondo overtime, ma questa volta Denver domina e vince 120-112 grazie ai 26 di Murray, ai 29+22 rimbalzi di Jokic e ai 14+11 rimbalzi di MPJ, oltre ad altri 3 giocatori andati in doppia cifra. Per i padroni di casa, segnano 21 punti a testa Paul e Crowder, mentre per Ayton 17 con 13 rimbalzi e uscita per falli anticipata nel primo overtime. Chiudono i 30 punti in 2 di Johnson e Bridges