Difesa, giovani e Julius Randle: le chiavi del successo dei Knicks

Purtroppo per noi tifosi, da venti anni a questa parte i New York Knicks sono stati una delle squadre zimbello della lega e tanti sono stati i rimpianti nella Grande Mela, dalle numerose scelte scambiate per pesanti contrattoni fino alla spinosa gestione di Carmelo Anthony e passando dallo scambio di Porzingis e all’esplosione di Jeremy Lin. E le premesse per la stagione regolare 2020-21 prospettavano un’andamento sulla falsariga del dodicesimo posto a Est conquistato nellla stagione precedente, e questo per una serie di motivi. In primo luogo per l’assunzione di Tom Thibodeau, che avrebbe potuto comportare si l’assunzione dell’ambito pezzo da novanta ( il nome che si vociferava era quello di Russell Westbrook via Houston), ma che non avrebbe portato i giovani newyorkesi, specie Kevin Knox, Mitchell Robinson e Rj Barrett, che avevano risentito dell’ambiente pieno di pressioni, al salto di qualità definitivo. Coach Thibs infatti da coach vecchia scuola tara il minutaggio in base alle gerarchie di squadra, e nel momento in cui i rookie mostrano immaturità vengono messi sulla retta via attraverso la gavetta ( l’esempio più eclatante può essere quello di Jimmy Butler ai tempi di Chicago). In secondo luogo, con la mancata assunzione del free agent ambito da anni, non c’era un leader in grado di caricarsi la squadra nei momenti importanti, per cui New York risultava spesso una squadra disfunzionale al raggiungimento dei playoff o anche dei play-in, facendosi superare anche da squadre senza capo nè coda come Bulls e Hornets. In terzo luogo molti giocatori che componevano il roster provenivano da situazioni poco esaltanti e più volte sono stati sull’orlo di essere tagliati o scambiati, ad esempio l’ex Lakers Julius Randle, che sembrava giocare più come stat padder piuttosto che da traghettatore, e il centro ex Phila Nerlens Noel, un centro atletico ma che poco si adatta al gioco moderno.

Knicks have first chance to destroy haunting Nets narrative

Date queste premesse, vedere i Knicks agganciare il quarto seed ad Est sopra a squadre molto più blasonate come Celtics e Heat è semplicemente sensazionale. E la cosa bella di questa sorpresa della stagione è che i motivi del successo dei Knicks stanno proprio in quelli che potevano essere i colpevoli. L’aspetto che più balza all’occhio di questi Knicks è la difesa, che non ha un ” vigile” come Kawhi Leonard o Draymond Green che rappresenta una sicurezza per la squadra e che migliora i compagni con le indicazioni, ma ha uno degli allenatori più preparati in ambito difensivo della lega in Thibodeau. La squadra della grande Mela, come tutte le squadre dell’allenatore ex Bulls, tende a riempire tanto il pitturato con ala grande e centro, in questo caso Randle e Noel, che si alternano nell’intasare la via di ricezione del bloccante e nel cambiare per offrire aiuto secondario al difensore perimetrale, che tende a cambiare in continuazione sugli attaccanti perimetrali in modo tale da concedere tiri difficili o da battezzare tiratori non affidabili da tre e soprattutto dalla media. Il risultato? I Knicks sono primi per punti permessi con 104,7 punti di media, primi per triple concesse e quarti per rimbalzi difensivi, aggiunti a un settimo posto per assist concessi.

Un altra chiave del successo dei Knicks sono le gerarchie, che mai dai tempi di Melo erano ben definite. Randle è il faro tecnico di questa squadra, con le sue medie da 23,9 punti , 6,1 assist e 10,5 rimbalzi che lo portano ad essere il candidato numero uno per il premio per il Most Improved Player. La sensazione per questo giocatore è che abbia compiuto il passo decisivo non solo da un punto di vista difensivo e statistico, ma anche e soprattutto da un punto di vista della leadership, guidando i compagni nell’attacco. Se avete infatti avuto l’occasione di guardare una partita dei Knicks Randle è sempre importantissimo, sia quando porta palla e si isola per concludere con una penetrazione/fade away o per servire il pallone a tiratori come Quickley e Bullock, sia quando funge da rollante per le penetrazione delle guardie. Guardie che complementano la stella ex Pelicans attraverso giocate alternative agli isolamenti, attraverso penetrazioni, jumper dalla media e tiri da tre attraverso la circolazione di palla. Tra tutte le guardie spicca soprattutto il rookie Immanuel Quickley, che ha dimostrato una maturità rara rispetto a tutta la sua classe ma soprattutto versatilità offensiva, grazie ai suoi floater e al suo tiro dalla lunga distanza.

I numeri parlano da soli' - Notizie NBA

Infine, un’ altra chiave del successo Knicks è la lunghezza del roster, che nonostante gli infortuni ha saputo reggere botta per la gran parte delle gare di questa bizzarra regular season. Il fatto che questa squadra disponga di un mix di esperienza abbinata all’atletismo dei numerosi giovani permette di ovviare al problema posto all’inizio dell’articolo ovvero la mancanza di idee chiare e leadership. In più va aggiunto il fatto che i veterani in questione non hanno faticato a raggiungere l’intesa con l’allenatore in quanto già parte di squadre precedenti, come Derrick Rose e Taj Gibson rispettivamente star e role player dei Bulls di inizio decennio.

Fatte queste considerazioni quale sarà dunque il destino di questi Knicks? Sicuramente il loro percorso ai playoff non si prospetta lungo per il semplice fatto che ci sono squadre attrezzate e che hanno star molto più esperte relativamente ai playoff, che Randle deve giocare per la prima volta così come tutti i giovani draftati negli ultimi anni. L’obiettivo dei Knicks è dunque quello di pensare in prospettiva ed in particolare alla free agency del 2021, che tra i nomi più illustri potrebbe annoverare free agents come Kawhi Leonard, che renderebbe finalmente una contender la franchigia di James Dolan, per la gioia del buon Spike Lee…

Old times are back again as Taj Gibson is ready to throw down some dunks at  the UC – The Athletic