Inconstanza, ( non ) difesa e un fit non proprio ideale: il momento negativo di Portland

Una delle squadre a Ovest su cui si erano concentrate importanti aspettative per questa stagione sono i Portland Trail Blazers. La squadra della Ripcity, dopo le finali di Conference raggiunte nel 2019, ha disputato una deludente stagione 2019/20, conclusa con il nono posto nella Western Conference, il play-in vinto contro Memphis e la sconfitta sonante per quattro a uno contro i molto più riposati e quotati Los Angeles Lakers. Gli ampi scarti subiti per opera dei lacustri e l’atteggiamento hanno messo in mostra tutti quelli che sono i difetti storici della squadra di coach Stotts: in primis la mancanza di difesa e di fisicità da parte del roster. Lillard e Mccollum sono dei grandi scorer ma non hanno la stazza per poter marcare le guardie avversarie efficacemente, e ad aiutarli non c’era nessuno, considerando che Carmelo Anthony ha sempre trascurato questa parte del gioco, per quanto sia un giocatore che avrebbe potuto dare un importante apporto, e tenendo a mente che la difesa non era il forte né di Nurkic né di Whiteside nè del resto del roster ( i vari Trent Jr, Hezonja, Little ecc.); in secondo luogo la rotazione era cortissima, alle volte ridotta a 7 uomini, il ché si rivela quasi sempre letale nel momento in cui una squadra giunge ai playoff dopo essersi conquistato lo spot attraverso il play-in, specie nel momento in cui si gioca contro la prima squadra dell’ovest le cui star erano in load management.

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Ma a tentare di sistemare queste lacune storiche ci ha pensato la offseason, che ha ritoccato la squadra dell’Oregon. Dalla free agency è arrivato Robert Covington, solido three&d da Houston, Derrick Jones Jr. per dare una boccata di ossigeno al backcourt e Enes Kanter, centro molto più offensivo, in sostituzione di Whiteside. Inoltre nel corso della stagione Gary Trent Jr. è stato scambiato per Norman Powell, solida guardia che può sempre fare il suo in uscita dalla panchina. I presupposti tecnici, uniti a una voglia di rivalsa dopo la cocente sconfitta, c’erano eccome, ma i risultati non altrettanto. Come si è potuto vedere durante il corso di tutta la stagione numerosi sono stati gli infortuni, che in particolare hanno tolto al roster due pezzi importantissimi come Mccollum e Nurkic, e costringendo Dame Dolla a reggere la baracca spendendo tante, troppe energie per la regular season. Le conseguenze come è normale si sono dunque riflesse nella seconda parte di stagione, con una flessione delle cifre di Dame e un rendimento dei giocatori al rientro dall’infortunio sotto le aspettative, che hanno portato a un parziale di 3 vittorie e 10 sconfitte nelle ultime 13 partite.

L’imputata principale di questo andamento negativo è ancora una volta l’atteggiamento difensivo, che per la maggior parte delle azioni è quasi nullo. La squadra risente dei tre piccoli schierati in campo ( Lillard, Mccollum e Powell) che oltre a non essere grandi difensori non ci si mettono proprio, nella maggior parte delle volte riempiendo inutilmente l’area e lasciando spazio libero per le triple. Covington il suo lo fa, cosi come Nurkic, ma i telepass sono veramente troppi ed è come navigare nel deserto. Kanter ha tutte le capacità per poter difendere ma non difende e Melo come già detto ha sempre trascurato questa parte del campo. Si spiega così il 25esimo posto per punti concessi, il 26esimo per rimbalzi difensivi e il 29esimo per defensive rating.

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E la serie di sconfitte, che hanno permesso ai Mavericks di scavalcarli al sesto posto, porta a sua volta la squadra ad affrontare gare aggiuntive per qualificarsi, il che comporterà altra perdita di energie e una nuova cocente uscita ai playoff. Il lato positivo di questa annata è che nel momento in cui Portland passerà i play-in affronterà squadre poco esperte ai playoff come Utah e Phoenix, dunque c’è la possibilità per la squadra di Stotts di far valere il proprio fattore.
Il problema tuttavia si pone per le prossime stagioni, poichè Lillard ha già raggiunto la soglia dei 30 anni e rimangono poche stagioni prima del suo calo inevitabile. Di conseguenza, vista l’impossibilità di competere con questo roster, sarà importante provare a cercare un fit adatto a Dame, magari cedendo Cj MCcollum e Nurkic che hanno più volte dimostrato di non essere il fit migliore per il numero 0. Fit che deve arrivare il prima possibile, anche perchè in un mondo in cui la fedeltà del giocatore non sempre ripaga Lillard potrebbe decidere di andare via alla ricerca di titoli individuali e di squadra.