Minnesota migliora, ma iniziano a diventare troppe le stagioni di transizione

Mancano ormai sette partite per concludere la stagione regolare, ma in questa più che anormale stagione molti verdetti sono ancora da definire, con i riflettori puntati sulla zona play-in, che potrebbe portare ad accoppiamenti interessanti e inaspettati per la prossima postseason. Di certo le poche certezze di cui noi appassionati di basket siamo al corrente corrispondono alle zone alte ma soprattutto alle zone basse della classifica, con gli ultimi posti occupati ad Est da Magic , Cavaliers e Pistons mentre ad Ovest da Kings, Thunder, Rockets e Timberwolves. In particolare tra tutte queste squadre mi voglio soffermare sulla squadra allenata da Chris Finch, che nelle ultime dieci partite viaggia col 60 per cento di vittorie avendo la meglio contro vittime illustri come Heat e Jazz ( per quanto questi ultimi siano privi di Donovan Mitchell). Timberwolves che grazie a questo buon andamento possono riprendere ossigeno dopo una stagione a dir poco travagliata e sulla quale i dubbi erano tanti. Innanzitutto relativamente a Karl Anthony Towns, che ha perso gran parte della famiglia a causa del Covid-19 e non ha potuto concentrare mente e forze al cento per cento durante la stagione, mancando nel raggiungimento dell’obiettivo che ormai è richiesto da tanti anni, ovvero la sua imposizione come leader all’interno dello spogliatoio e come uno dei primi 3-4 centri migliori della lega. In secondo luogo vi erano molti dubbi sulla costruzione del roster, che appariva e appare tutt’ora disfunzionale sia da un punto di vista dello spogliatoio sia da un punto di vista tecnico. In primo luogo perché consegnare uno spogliatoio fatto di così tante teste calde a un coach come Ryan Saunders che di certo non ha guadagnato quella panchina per merito non è la cosa migliore. In secondo luogo la squadra non ha nè capo nè coda dal lato difensivo: Towns ha numerose lacune nel difendere penetrazioni e pick and roll avversari, Russell è letteralmente un telepass, Rubio il suo lo può fare ma anche no e Edwards per quanto sarà con ogni probabilità il Rookie of the Year ne ha di strada da fare.

Learnings From The Wolves' First 10 Games | Minnesota Timberwolves

Ma come ci insegna sempre il meccanismo basato sull’equilibrio competitivo della Nba non tutto il male viene a nuocere, perchè un cattivo piazzamento potrebbe fruttare una buona se non ottima scelta al draft del 2021, che permetterebbe di aggiungere un buon prospetto a un roster in cui talento non manca. Il punto è che l’ultima serie di vittorie potrebbe rivelarsi addirittura dannosa per i piani futuri della società, segno di una mancanza di competenza che da anni regna a Minnie. Questo perchè con altre vittorie e con altrettante sconfitte da parte di Thunder, Cavs e Magic le possibilità di avere la probabilità più alta per la prima scelta calano sensibilmente, e se la scelta non rientra nella top 5 finisce nelle mani degli Warriors. Di conseguenza è ad oggi lecito nutrire farsi due domande su cosa voglia fare questa franchigia, che ogni annata in cui pesca una potenziale stella ne spreca il suo prime attraverso scelte scellerate e contratti onerosi per giocatori che nn ne valevano la metà. E tralasciando le ere Garnett e Love, sulle quali non mi sento i giudicare per motivi anagrafici, non si può dire che l’era Karl Anthony Towns-Wiggins sia stata gestita egregiamente. Nella prima stagione senza Kevin Love e nel momento in cui c’era solo Wiggins la squadra è stata la peggiore della lega, nella seconda e nella terza stagione sono stati tredicesimi ad Ovest con l’arrivo di Towns, nella quarta stagione che doveva essere quella della svolta con l’arrivo di Jimmy Butler e di Tom Thibodeau è esploso lo spogliatoio, vista la mancanza di cattiveria richiesta dall’ex vice di Doc Rivers ai Celtics, mentre dalla stagione 2018-2019 fino all’attuale stagione non c’è mai stato un minimo approccio ai playoff. La domanda da porsi, considerando che Wiggins è stato tradato è ; va ricominciato tutto da capo, un altra volta? Da un mio modesto punto di vista si, perchè MInnesota già può disporre di un giovane futuribile come Anthony Edwards e magari provando a cedere il contratto pesante di Kat si potrebbe costruirgli una squadra attorno, improntata sulle debolezze soprattutto difensive della prima scelta di questo draft. Inoltre, considerando che la lega sta lavorando per l’ingresso di nuove franchigie nella Nba, si potrebbe optare per spostare la franchigia in una città tra Seattle, per il ritorno dei Supersonics, e Las Vegas.