Westbrook ufficiale ai Lakers: una potenziale arma a doppio taglio per i gialloviola

L’annuale notte del draft come in ogni edizione ci riserva dei colpi di scena di importante clamore, e oltre alla selezione dei talenti da parte delle franchigie Nba a dare un pò di fervore alla serata ci hanno pensato le trade tra le trenta franchigie, che con differenti intenzioni cercano di aggiungere o liberarsi di giocatori a roster. Le trade sono state quasi tutte di poca rilevanza: Rubio viene scambiato a Cleveland assieme a una seconda scelta per Taurean Prince, Plumlee viene scambiato in cambio di una scelta al secondo giro ( permettendo così a Detroit di liberare spazio salariale per evitare la luxury tax), Indiana prende la pick numero 31 dai Bucks e Landry Shamet va ai Suns in cambio di Jevon Carter e la scelta numero 29. A regnare su tutti questi movimenti di mercato ci ha pensato lo scambio tra gli Washington Wizards e i Los Angeles Lakers incentrato su Russell Westbrook, che viene ceduto in cambio di un pacchetto che comprende Kyle Kuzma, la scelta numero 22, Montrezl Harrell ( che ha reso possibile l’affare esercitando la sua player option da 9,7 milioni) e Kentavious Caldwell-Pope.

Da un punto di vista dello scambio in sé si tratta certamente di un affare per Rob Pelinka, che riesce a garantire l’aiuto necessario per Lebron ed Anthony Davis dando via tre giocatori che sono stati protagonisti in negativo della stagione passata: Kuzma infatti è un giocatore con evidente immaturità dentro e fuori dal campo che ha dimostrato di non saper affiancare adeguatamente le due stelle; Harrell sotto canestro si fa sentire con la sua esplosività e la sua garra ma presenta evidenti limiti contro i centri avversari dovuti soprattutto all’altezza; KCP ha tirato male tutta la stagione e in generale sia in attacco che in difesa ha deluso le aspettative. Se poi aggiungiamo che la pick numero 22, tramutatasi in Isaiah Jackson, era abbastanza inutile nel breve termine per i Lakers vista la necessità di vincere nel minor tempo possibile allora Washington apparentemente non ha guadagnato nulla da questo scambio, rischiando di perdere l’altra stella del gruppo, Bradley Beal, ormai scontenta del contesto non vincente.

Si tratta anche di un grande colpo dal punto di vista mediatico, considerando che il merchandising dei Lakers è uno dei più rilevanti nella lega e gode di interesse anche da parte dei meno appassionati grazie al vestiario di giocatori famosi in tutto il mondo come Davis e James. Aggiungere un giocatore come Westbrook, che balza subito all’occhio delle persone grazie ai suo gesti atletici di potenza e che rappresenta una delle facce della lega degli ultimi anni. è una mossa che smuove gli equilibri economicamente parlando e che aumenta la competizione con gli acerrimi rivali dei Brooklyn Nets, che avendo aggiunto in corso d’opera Harden hanno diffuso il loro brand in maniera capillare.

I principali dubbi su questa firma ricadono specialmente sulla convivenza all’interno del campo. Avere un giocatore come Westbrook comporta dei privilegi non da poco, considerando che si tratta di un giocatore che in regular season si caratterizza per ottime prestazioni in un volume molto ampio di partite, l’ideale per una squadra che con gli infortuni delle due stelle ha inanellato una serie di prestazioni negative che l’hanno portata a giocarsi i play-in con Golden State. Avere una superstar come Westbrook, che l’anno scorso ha giocato con una squadra di bassissimo livello ( togliendo Beal), ti permette di giocare con maggiore sicurezza e di assumere un numero minore di responsabilità, agevolando una preparazione fisica adatta al basket di post-season.

Washington Wizards contro Boston Celtics

E’ anche vero però che se guardiamo ai precedenti non si può certo dire che Russ sia riuscito a ottenere grandi risultati con i suoi partner illustri. Nel biennio dal 2017 al 2019 non è riuscito ( con la maglia dei Thunder) ad andare oltre il primo turno assieme a Paul George, nella stagione 2019-2020 ha sofferto molto la presenza di Capela nel pitturato e più in generale il gioco estremo dei Rockets, mentre nella scorsa stagione ha giocato una stagione straordinaria statisticamente parlando ma sempre con il classico mindset del “solo contro tutti” che in carriera non lo ha mai portato da nessuna parte. Se andiamo a guardare il precedente coi Rockets potrebbe balzare all’occhio un ipotetico attrito ( a livello tattico) tra il modo di giocare di Westbrook e la presenza di Anthony Davis, che dunque sarebbe costretto a rigiocare lontano da canestro risultando la metà del giocatore che è. Va inoltre detto che se il fit con Lebron e Davis lo si vuole fare funzionare è importantissimo che Westbrook capisca quelle che sono le gerarchie di squadra e che si renda conto del fatto che non potrà giocare una stagione da tripla doppia di media. Visto il carattere a cui ci ha abituato Russ, la convivenza può andare o benissimo o malissimo, staremo a vedere.

Va infine detto che su questi Lakers pendono altri due dubbi fondamentali: il primo è il completamento del roster, limitato dagli stipendi altissimi delle tre stelle, e che dunque può essere raggiunto firmando giocatori al minimo salariale; il secondo sono le spaziature: Lebron e Davis tirano ma sicuramente non sono conosciuti per essere efficientissimi, Westbrook invece basa prevalentemente le sue prestazioni sull’attacco al ferro. Di tiratori se ne possono aggiungere quanti se ne vuole ma le difese possono adeguarsi in modo tale da battezzare Westbrook e costringerlo a forzare rovinosamente le percentuali di squadra.

Quello che si può dire è che si tratta di un esperimento e di una scommessa molto interessante da parte dei Lakers, che ora come ora tentano il tutto per tutto per cercare di massimizzare i risultati derivanti da questo progetto. L’impressione è che a livello di star power nessuno può contrastare i Lakers ad Ovest, a meno che i Golden State Warriors non si mobilitino per portare a casa uno tra Beal, Simmons e Siakam. I Nets sono in teoria gli unici che possono dare fastidio a questa squadra e giocarsela alla pari, ma a differenza dei Nets il terzetto dei Lakers può godere di un vantaggio fisico non da poco. Ai posteri l’ardua sentenza.