Le cinque potenziali sorprese della prossima stagione Nba, in ordine di impatto

La Nba ogni anno mette in palio una serie di premi relativi alle prestazioni in campo che valutano l’apporto del giocatore rispetto alla squadra, le cifre, e il record. Tra questi uno dei più intriganti e difficili da assegnare è il Most Improved Player o MIP, ovvero il giocatore che rispetto alle stagioni precedenti compie il miglioramento più netto. Va detto che essendo il premio più difficile da assegnare il MIP è di conseguenza il premio che attira su di sé più polemiche tra quelli considerati. Di conseguenza quello che farò oggi è quasi una sorta di terno al lotto, andando a prendere i cinque giocatori da cui mi aspetto un exploit importante rispetto al contesto e al contempo a ordinarli in base a quello che sarà l’impatto della crescita sempre sul contesto di squadra. E’ chiaro che si tratta di ragionamenti studiati e basati sulle situazioni, ma è anche vero che dipende tutto da un’infinità di variabili che possono trasformare un giocatore nel nuovo Giannis, che da MIP è diventato due volte MVP e campione Nba, oppure nel nuovo Lauri Markannen, ovvero un giocatore fermo nel suo status nonostante le ottime aspettative. Detto questo, si comincia:

5) Robert Williams III ( Boston Celtics). Come non ho fatto a meno di notare più volte la situazione salariale dei Celtics non è delle più adatte ad attrarre dei free agent che svoltano la franchigia, e tutto ciò è dovuto principalmente alla grana Al Horford, che pesa 27 milioni di dollari sul team salary. Inoltre, il motivo principale per cui i Celtics dall’assenza di Kyrie non sono più una contender è per l’assenza di un lungo sotto canestro che regga l’intera impalcatura difensiva e che guidi alcuni ottimi difensori perimetrali, come Brown, Smart e volendo pure Tatum, a gestire bene gli accoppiamenti difensivi. Ora, Robert Williams per il momento non è stato nulla di tutto ciò anche e soprattutto a causa del minutaggio scarso riservatogli. Tuttavia, con l’addio di Tristan Thompson, con Horford che giocherà poco, e con Hernangomez che entrerà dalla panchina, Williams con ogni probabilità sarà il centro titolare visti i miglioramenti. Atleticamente notevole e dotato di una grande propensione alla stoppata, Williams può risolvere tante delle grane difensive dei Celtics e se teniamo conto dell’iniezione di fiducia datagli dalla dirigenza con un contratto sui 13 milioni di media all’anno, potrebbe avere le motivazioni in più per sfondare in un contesto in cui manca effettivamente nuova linfa.

4) RJ Barrett ( New York Knicks). Non se ne parla mai, sia all’interno del contesto della sua classe draft, dove perde inevitabilmente il confronto con Zion e Morant, sia a livello dei violini della franchigia in cui gioca, ovvero i Knicks. Barrett quest’anno ha fatto un ottimo balzo in avanti rispetto all’anno da rookie, grazie al quale si è affermato come un ottimo difensore sulla palla complice la mano di Tom Thibodeau, e anche uno scorer grezzo ma comunque promettente visto l’atletismo e i miglioramenti al tiro. Quest’anno i Knicks hanno fatto un ottimo mercato aggiungendo scoring ad un roster Randle-dipendente con gli arrivi di Evan Fournier ma soprattutto di Kemba Walker. Di conseguenza, Barrett non ha troppe pressioni offensive e può giocare ( offensivamente parlando) senza forzare la mano e lasciando ai miglioramenti visti l’anno prima fare il loro lavoro. Difensivamente parlando può invece ancora crescere ed affermarsi come uno dei primi venti migliori difensori della lega, il ché ai playoff pesa e non poco. Da lui più che da tutti gli altri passa la stagione dei Knicks, e non scordiamoci che dai tempi del college è sempre stato considerato un giocatore con uno smisurato star-potential, che con il giusto tempismo affiorerà.

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3)Caris Levert ( Indiana Pacers). La stagione passata per i Pacers si può riassumere con la parola sfiga, e Levert è l’esempio per antonomasia, visti i lunghi tempi di riabilitazione dovuti all’intervento atto ad asportare la massa presente nei reni. Tuttavia Levert si trova in un contesto adatto per compiere definitivamente il salto di qualità. Verrà in primis allenato da un allenatore con spiccata tendenza offensiva, Rick Carlisle, in cui la guardia abbinata a un lungo di caratura ( Sabonis ma anche Turner) gioca un ruolo determinante. Levert è atleticamente incredibile e ha dalla sua sia tiro dalla media che dalla lunga distanza. Difensivamente parlando poi ha tutte le potenzialità per essere un buon difensore visto l’atletismo. Considerando che nella prima parte di carriera a Brooklyn s’è l’è sempre dovuta giocare con Dinwiddie e a Indiana non ci sono guardie del suo livello dalla panchina, può avere tanto minutaggio nello starting five e fiducia che visto l’anno che ha passato gli faranno più che bene. Occhio a Indiana quest’anno perchè non se ne parla mai, ma è più forte delle tanto chiaccherate Chicago e New York.

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2) James Wiseman ( Golden State Warriors). Prendete gli Splash Brothers, gli aggiungete un ottimo playmaker e difensore come Draymond Green, poi un’ala piccola che ha nelle mani tanti punti oltre ad essere un gran difensore se vuole come Andrew Wiggins e come centro anziché aggiungere i Bogut, i Mcgee, i Pachulia, gli Ezeli, ci mettete un centro atleticamente mostruoso e con dei lampi di talento devastanti come Wiseman: auguri a tutte le difese Nba. Se nei possessi ti ritrovi a raddoppiare uno tra Steph e Klay se non entrambi essendo fenomeni e al contempo ne devi mettere uno su Wiggins, o lasci Draymond Green solo pronto a regalare assist o eventualmente due punti o tre punti facili ( non badate all’efficienza degli ultimi due anni, vista l’assenza di Klay), sei costretto automaticamente a fare una scelta molto scomoda tra i due lunghi di Golden State oppure sei costretto a marcare entrambi e a lasciare liberi gli Splash Brother sul perimetro. Con l’area libera, Wiseman sarà devastante e sotto l’ala di Draymond Green imparerà anche a gestire le decisioni difensive, che magari lo portano a propendere un pò troppo per la stoppata. L’unica cosa che può fermare la sua ascesa sono gli infortuni.

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1)Micheal Porter Jr. ( Denver Nuggets). Denver dovrà passare una buona parte della stagione senza Jamal Murray e visti gli ultimi playoff Nikola Jokic non può reggere da solo la squadra sulle spalle e portarla al titolo. Entra quindi in gioco Micheal Porter Jr., che rispetto al primo anno è migliorato tanto sia in difesa che soprattutto in attacco, facendo però notare agli addetti ai lavori una certa incostanza nelle prestazioni, incostanza che si è palesata nei playoff dove contro Phoenix ha tirato con percentuali bassissime. Il carattere e l’ambizione di scalare le gerarchie all’interno del roster ce l’ha ( lo si è visto nella bolla quando ha esplicitamente detto di volere più palloni), per cui Porter Junior mi aspetto un miglioramento importante nel prendere alcune scelte di tiro a discapito di alcune forzature di cui si è preso carico in questa stagione e allo stesso tempo un miglioramento nella difesa e nella costanza di rendimento, in modo tale che come è successo per Tatum e Brown quando Hayward e Irving al tempo si infortunarono, Porter Jr faccia un miglioramento tale da essere un fattore ai playoff quando tornerà Murray e le spaziature si allargheranno.