Mobley e Garland, i tanti lunghi a roster, e le voci di mercato su Sexton e Simmons: I Cleveland Cavaliers della prossima stagione.

Manca meno di un mese al tip-off della Regular Season Nba, ed è tempo come di consueto di analizzare ogni singola franchigia stabilendo la nostra ipotetica classifica, della Eastern e della Western Conference. Per non farci mancare nulla, partiremo dalla Conference di minor rilievo, la Eastern, iniziando dai bassifondi per poi arrivare in crescendo e analizzare le corazzate che competeranno per il Larry O’Brien Trophy.

Quest’oggi si parla di una franchigia che all’incirca dalla partenza di Lebron verso Los Angeles naviga da anni senza una direzione precisa, i Cleveland Cavaliers. Il problema di fondo in Ohio non è tanto la mancanza di talento, quanto da un lato alcune situazioni salariali che non permettono certe manovre soprattutto nel mercato della free agency, su tutte il contratto da trentuno milioni all’anno di Kevin Love, dall’altro la mancanza di progettualità a lungo termine, dovuta all’assenza di un vero e proprio giocatore franchigia, che porta la dirigenza a spendere il cap disponibile su giocatori tutt’altro che considerabili come usato sicuro o su giocatori che non rappresentano un fit ottimale con il core presente a roster. Ma andiamo con ordine.

La base di cui dispone in questo momento Cleveland è sia talentuosa e futuribile, con il tandem composto da Darius Garland, l’unico a salvarsi rispetto all’ultima disastrosa stagione, e dal centro Evan Mobley, scelto alla terza chiamata assoluta nell’ultimo draft e dotato di un talento, di una wingspan, e di un’esplosività che ricorda molto James Wiseman. Proprio come il sophomore di Golden State, ci sono altrettanti dubbi sulla condizione fisica di Mobley, in quanto l’atletismo c’è ma va aggiunta molta massa muscolare per poter reggere contro i lunghi Nba. Il punto però è che in quanto giovani, normalmente una franchigia dovrebbe dargli fiducia per qualche anno per poi decidere se smantellare tutto o costruire una franchigia che punta ai playoff, invece nell’ultimo periodo si è vociferato che Garland fosse stato offerto in cambio di Simmons ai Philadelphia 76ers, mentre il nome di Mobley è stato più volte messo sul mercato.

A contribuire alla formazione di un roster molto instabile, con tutte le pedine potenzialmente sul blocco delle trade, ci ha pensato anche la free agency, che come detto sopra, dipende dalle volontà di una dirigenza che sembra non avere un progetto. In questo contesto rientrano le firme di Rubio, scambiato per Taurean Prince e che probabilmente farà la riserva di Garland, di Markannen, ottenuto sostanzialmente cedendo qualche scelta al secondo giro più Larry Nance Jr., e infine di Jarrett Allen, preso la stagione precedente grazie alla trade di Harden e rinnovato a venti milioni annuali. Se andiamo a vedere ciò che ha perso e ciò che ha ottenuto la franchigia dell’Ohio nelle trade prese singolarmente, si potrebbe dire tranquillamente che sono tutti ottimi scambi, il problema è che in questo modo si è creato sovraffollamento nel reparto lunghi, avendo a roster Dean Wade, Markannen, Love, Allen, Mobley e Tacko Fall, ma soprattutto si rischia di non riuscire a valorizzare Mobley, che partirà dalla panchina considerando che la convivenza con Jarrett Allen sarebbe difficile da raggiungere sapendo che nella Nba di oggi contano tanto le spaziature grazie al tiro da fuori.

Infine come se non bastasse, gli stessi acquisti sono sul blocco delle trade, per il semplice motivo che Cleveland da anni cerca di mettere le mani su Ben Simmons, giocatore tanto talentuoso quanto controverso. Da quello che si legge in giro le trade mettono sul piatto due tra Collin Sexton , giocatore molto sottovalutato offensivamente ma che in difesa è un telepass oltre ad essere molto incostante nelle prestazioni, il già citato Lauri Markannen , Darius Garland e Kevin Love, anche se difficilmente Daryl Morey accetterà subito, bisogna vedere quali squadre sono tutt’ora interessate al giocatore e quanto il valore del giocatore si abbasserà col tempo.

La mia conclusione dunque per questa squadra è che fino a quando la dirigenza non riuscirà a mettere le mani su un giocatore molto più futuribile e con potenzialità dei già citati Garland e Mobley, Cleveland sarà bloccata in una situazione di stallo dove regna la mancanza di amalgama e progetto che culminerà con una stagione da massimo venti vittorie, e che potrebbe proiettarla al di sopra di squadre come Detroit per una vittoria o due in più.