Un mercato scarno e poco competitivo, la grana Siakam e Scottie Barnes: I Toronto Raptors della prossima stagione.

“Manca meno di un mese al tip-off della Regular Season Nba, ed è tempo come di consueto di analizzare ogni singola franchigia stabilendo la nostra ipotetica classifica, della Eastern e della Western Conference. Per non farci mancare nulla, partiremo dalla Conference di minor rilievo, la Eastern, iniziando dai bassifondi per poi arrivare in crescendo e analizzare le corazzate che competeranno per il Larry O’Brien Trophy.”

Quest’oggi si parla dei Toronto Raptors, una franchigia che sta indubbiamente vivendo una fase di transizione dopo l’ultima stagione sottotono. La partenza di Kyle Lowry ha significato la parola fine al ciclo iniziato dieci anni prima e che ha portato al titolo nel 2019. L’obiettivo per Masai Ujiri, GM dei Raptors, è quello di fornire nuov certezze a uno dei migliori allenatori sulla piazza, Nick Nurse. Certezze che sono venute a mancare sulla base di un roster corto e poco competitivo, e su giocatori di punta come Vanvleet e Siakam che rispetto a quanto prendono d’ingaggio non hanno reso come ci si aspettava. Il primo ha infatti alternato prestazioni ottime ad alcune indecorose mentre il secondo no performa da All-Star dall’inizio della bolla, finendo anche sulla bocaa di tutti per la sospensione per mancata professionalità.

A questo punto vale la pena chiedersi se per Toronto sia ancora fruttuoso continuare con questo progetto, e da come il roster è stato assemblato la risposta è probabilmente no. Il mercato ha dato chiara indicazione della direzione che i raptors vogliono prendere nei prossimi anni, visti i soli arrivi di Khem Birch, Sam Dekker, Goran Dragic ( che ha affermato di non voler giocare in Canada) e Achiuwa. Toronto ha ottenuto nell’ultimo draft la quarta chiamata assoluta scegliendo Scottie Barnes, un giocatore con intelligenza e visione di gioco il cui fisico calza a pennello con il position-less basketball verso cui la Nba si avvia, e al contempo ha cercato di ottenere altri giocatori giovani scambiando le pedine più importanti del roster, su tutti Ben Simmons, in rotta con Philadelphia.

Nonostante le previsioni vedono i Raptors nuovamente compiere una stagione sottotono, Toronto ha la possibilità di poter valorizzare quel poco talento rimasto a roster. Infatti nel momento in cui le rotazioni sono corte e di poca qualità, possono venire fuori ( statisticamente parlando ) giocatori come Chris Boucher, Og Anunoby, Gary Trent jr. e Precious Achiuwa, tutti giocatori che in una situazione di ricostruzione possono avere un ottimo valore per le trade , permettendo di iniziare un rebuilding con gli asset adatti. Achiuwa nonostante l’altezza non di ruolo può garantire punti e rimbalzi ad alta efficienza, Boucher ha fatto un importante balzo in avanti rispetto alle stagioni passate, Anunoby è un buon difensore e atleticamente è nel suo prime fisico, Gary Trent jr. ha con sè punti nelle mani e può offrire un solido apporto. inoltre considerando che entro la trade deadline Dragic se ne andrà, non è detto che gli assets siano finiti qui.

In conclusione per quello che vale il mio parere è una squadra troppo forte per essere una squadra da quindici o venti vittorie , ma al contempo è una squadra troppo scarsa anche per avvicinarsi al play-in e giocarsela per arrivare in post-season. dipende tutto da come verrà gestita la situazione siakam, che si è provato a mandare a golden state nonostante la sua volontà di rimanere , e da vanvleet, a cui verrà data probabilmente una seconda chance visto anche il perocroso che ha compiuto con la franchigia. tankare in questo momento potrebbe essere la migliore soluzione, ma probabilmente non sarà un opzione contemplata. Nei prossimi anni vedremo toronto prendere due tre scelte in top dieci o eventualmente in top cinque e su queste si baserà il futuro dellla franchigia.