Il problema del lungo, Lamelo Ball e la perdita sottovalutata di Devonte Graham: gli Charlotte Hornets della prossima stagione.

Manca meno di un mese al tip-off della Regular Season Nba, ed è tempo come di consueto di analizzare ogni singola franchigia stabilendo la nostra ipotetica classifica, della Eastern e della Western Conference. Per non farci mancare nulla, partiremo dalla Conference di minor rilievo, la Eastern, iniziando dai bassifondi per poi arrivare in crescendo e analizzare le corazzate che competeranno per il Larry O’Brien Trophy.

Quest’oggi si parla degli Charlotte Hornets, una delle sorprese in positivo della scorsa stagione regolare, che a lungo ha rischiato di accedere ai playoff senza passare dai play-in. Ma perché allora metterla undicesima a Est? Varie sono tutt’ora le problematiche che affliggono la franchigia di Micheal Jordan, e alcune persistono da addirittura un decennio, in primis il problema del lungo. Con tutto il talento offensivo che si ritrova, Charlotte ha bisogno di un lungo difensivo che agevoli i compagni e li liberi da alcuni compiti difensivi. L’ultima volta che gli Hornets disponevano di un lungo difensivo di livello ( Tyson Chandler) c’era Chris Paul e gli Hornets erano a New Orleans. Inoltre in questa offseason ci sono e c’erano ulteriori ragioni per cui investire nella frontcourt, visto che Steven Adams aveva un valore di mercato ai minimi storici e che Myles Turner è in rotta con Indiana. E’ vero che hanno preso preso Mason Plumlee, sicuramente meglio di Zeller e Biyombo, ma se la Buzz City vuole arrivare ai playoff ciò non può bastare considerando che tutte le altre franchigie da me messe al di sopra di Charlotte sono più attrezzate difensivamente.

Una possibile argomentazione a favore di Charlotte sul fatto che non abbiano preso un lungo è il fatto che gli Hornets hanno una rilevanza modesta, essendo un mercato piccolo, e con buona pace di Kemba Walker è la prima volta che Jordan si ritrova un talento su cui potenzialmente costruire una franchigia su cui basare una sorta di nomea, Lamelo Ball. Un giocatore spettacolare da vedere, che ha elettrizzato uno spogliatoio permettendo ad alcuni giorni di mettersi in luce o di rilanciarsi, come Pj Washington, Bridges e Hayward. Tuttavia due sono i miei dubbi sul futuro : in primis , da come si può notare dalle ultime dichiarazioni, Lamelo potrebbe essere un giocatore di cui si parla più per quello che fa fuori dal campo, il che non può certo dare sicurezza a una franchigia che di certezze ne ha un vitale bisogno. In secondo luogo l’alone di sorpresa che circonda Charlotte potrebbe presto svanire a partire dal secondo anno, con le difese che si abitueranno a difendere su Lamelo limitando alcune sue caratteristiche.

Non mi convince nemmeno il mercato con cui si è andato a puntellare il roster, tendente a non spostare ulteriori equilibri. E’ stato ingaggiato Kelly Oubre, reduce da un’annata negativa con Golden State ma che potrebbe giovare delle giocate di Lamelo sfruttando il suo atletismo e la sue abilità da rollante. Il problema di fondo è che sono stati investiti milioni in un ruolo che aveva già Hayward e Bridges a contendersi minuti importanti, per cui Coach James Borrego potrebbe trovarsi più di qualche grattacapo nel gestire il talento presente in uno stesso ruolo. Lato perdite invece la situazione si fa più complessa . Liberarsi degli ingaggi pesanti e impossibili da scambiare di Zeller e Biyombo è sempre una buona mossa, dall’altro lato perdere un giocatore clutch, amato dai tifosi, e volendo un ottimo scorer come Devonte Graham è un’ottima mossa, e a lungo andare Charlotte potrebbe pagarne il prezzo, visti i continui infortuni che attanagliano Hayward.

La mia conclusione è che Charlotte sia arrivata ad un passo dai playoff la scorsa stagione per una serie di circostanze favorevoli che difficilmente si ripeteranno, e a partire da quest’anno la franchigia di Mj rischia di tornare nel limbo tra il decimo e il tredicesimo posto, dove le scelte non sono abbastanza alte per rinforzare il roster e il talento non è quello necessario per competere. Alcuni reparti devono essere oggetto di investimenti più massicci, e bisogna aspettare almeno altri due anni prima di effettuare una vera e propria valutazione sui giovani talenti di cui la franchigia dispone.