Il successo di Charlotte è destinato a durare?

 Ad oggi, il focus di ogni genere di media è concentrato sulle firme conseguenti ai buyout di Drummond per i Lakers e di Aldridge per i Nets. Tuttavia, pochi fanno caso alla situazione che si è venuta a formare nella Eastern Conference. Tralasciando Sixers, Bucks e Nets ai primi posti e Cavs, Magic e Pistons agli ultimi nel mezzo si può trovare un calderone di squadre che lottano – chi con più armi, chi con meno armi, chi con le sorprese della stagione- per un posto ai playoff o ai play-in. E a causare questa competizione così rara nella Eastern è una serie di fattori che scaturiscono dagli effetti che la bolla ha avuto sulle squadre da playoff, sulla offseason e sui giocatori, comportando l’ascesa di una serie di squadre che si trovano poco sotto le contender a livello di posizioni. E una di queste è Charlotte. La franchigia della Buzz City nell’ultimo decennio si è ritrovata si ad avere una stella  in Kemba Walker, ma sia per l’incapacità di dare un’impronta al piano dirigenziale sia per il piccolo mercato che rappresenta Charlotte non è mai riuscita a provare ad avvicinarsi al treno playoff se non sporadicamente. 

Tuttavia, a differenza di quanto poteva sembrare in  prospettiva questa stagione alla fine della stagione scorsa, ovvero un’altra annata senza playoff, la franchigia appare molto più decisa, e la ragione è da ricercare soprattutto nel rookie Lamelo Ball. Lamelo, da un punto di vista del giocatore, è molto simile a Lonzo nel primo anno da rookie, ma se per Lonzo il contesto di Los Angeles ha bruciato tutto l’hype e parte della sicurezza del giocatore, che fortunatamente si sta riprendendo, per l’ultimo dei fratelli Ball il fatto di poter giocare in una squadra senza aspettative lo fa crescere ma soprattutto attira i riflettori. 

Ma la crescita di Charlotte non è dovuta solo al fatto  che sia arrivato Lamelo, ma che Lamelo stesso è un giocatore spettacolare, i cui passaggi dietro la schiena finiscono sempre nella classifica top 10 della serata. E i passaggi permettono di innescare una frontcourt di tutto rispetto, composta in particolare da Gordon Hayward, Terry Rozier e Devonte Graham, giocatori che si possono infiammare da un momento all’altro e diventare macchine da punti. Inoltre il fatto che siano 3 ai quali si aggiungono Wanamaker e atleti più che discreti come PJ Washington e Bridges permette di sopperire parzialmente al difetto di continuità che li accomuna. 

La scossa che ha dato Lamelo è stata così importante da permettere a Charlotte di continuare a vincere pur senza il rookie meraviglia, che salterà gran parte del resto della stagione. La partita con i Suns, persa all’overtime per una palla non controllata, ha visto una strategia d’attacco simile a quella applicata con Lamelo, con i lunghi a portare i blocchi sul portatore che a partire da Rozier passava dalle mani di Graham e Hayward a seconda di chi era più caldo, in questo caso di Graham.

Sulla base di queste brevi riflessioni sulla pallacanestro implementata da coach Borrego, cosa si può dire in prospettiva di questi Hornets? Sicuramente la stagione va completata prima del verdetto finale ed è molto difficile che rimanga quarta ad est. Oltretutto tra tutte le squadre che sono in lizza per un posto playoff considero gli Hornets assieme agli Wizards e ai Bulls la squadra meno da playoff, e alcuni errori compiuti da squadre degli anni passati, come i Nets di D’Angelo Russell e i Pacers dell’anno scorso, sono ripetuti da questa squadra. Un esempio sono i tagli centrali di Indiana a tutto campo molto rischiosi, che se li compi contro giocatori come Butler rischi, oppure la mancanza di alternative ai pick and roll di quei Brooklyn Nets. Va detto anche che gli Hornets mancano di bravi difensori perimetrali e al ferro , di costanza da un punto di vista anche fisico, non è infatti detto che Hayward lasciata alle spalle l’esperienza di Boston non soffra ancora,  e hanno bisogno di crescere, anche perchè quasi nessun giocatore della squadra ha mai giocato i playoff. In bocca al lupo Charlotte…